Comune di Montemaggiore al Metauro

Prodotti tipici del Territorio: Vini e Fiori

BIANCHELLO DEL METAURO D.O.C.
 

Nella vallata del Metauro si diffuse e si impose sin dal 500 a.C. un vitigno denominato Bianchello o Greco Bianchello o Biancame. 
Si legge in Tacito che il Bianchello fu la principale causa della sconfitta di Asdrubale nella famosa battaglia del Metauro. Si narra, infatti, che le truppe del generale Cartagine, nella calda estate dell'anno 20l a.C., ebbre per il vino tracannato in grande copia, furono sorprese dalle milizie romane di Claudio Nerone, Livio Salinatore e Porzio Licinio, mentre tentavano di guadagnare il fiume Metauro. Roma fu salva, dunque, per merito del Bianchello? Andiamoci piano, ma a parte le notizie storiche, aneddotiche, resta il fatto che il Bianchello sta oggi vivendo una felice stagione per la fama che merita come piacevolissimo completamento di pasti a base ittica. E' il vino immortalato dalle descrizioni di Fabio Tombari, autore di "Frusaglia dl  altri libri ambientati nel Pesarese.      
Oggi il Bianchello viene anche servito come aperitivo. Interessa il bacino imbrifero del fiume Metauro in provincia di Pesaro-Urbino. Le pendici esposte a Sud e Sud/Ovest nelle medie e basse colline che dai contrafforti appenninici digradano al mare sono le più vocate alla coltivazione di questo vitigno. 
In totale sono compresi nella zona DOC 18 Comuni

 

Caratteristiche
Aspetto
: Colore giallo paglierino, di frequente scarico, con sfumature verdi. La freschezza (acidità) e la vivacità (anidride carbonica) del primo periodo accentuano visibilmente la trasparenza e i riflessi avvincenti.
Profumo: Tenue e delicato, abbastanza persistente. Ricorda frutta fresca (pomacee) e fiori bianchi primaverili (pesco e biancospino). 
Gusto: Secco, molto fresco, armonico, gradevole e delicatissima percezione alcolica. Grad. Alcolica: Complessiva minima 11,5' C.
Acidità totale: Dal 5,5 all'8 per mille.
Estratto secco: Dal 16 al 24 per mille.
Calice e servizi: Un calice sottile, incolore, slanciato, accresce la vivace luminosità del vino, valorizza in pieno la sottile freschezza ed i sentori di fruttato. Il bicchiere, riempito solo a metà, consente di afferrare la ricchezza degli umori. E' un ottimo e stimolante aperitivo a 6°-7°C. Ai pasti va servito normalmente a 9°-10°C.
Abbinamenti: E' un vino giovane, salutare, esige compagnia, genera amicizia, scarica la fatica psico-fisica. Predilige molluschi, crostacei e pesci a tendenza dolce, crudi o in delicate cotture marinaresche. Esiste un rapporto armonico tra alcuni menù di pesce e la vivacità del Bianchello. Le sfumature tra il paglia e il verde, il corpo delicato che dall'impatto morbido volge al secco con stimoli freschissimi e netti, esaltano il gusto e la fragranza salsoiodica del pescato vivo. Ottimi gli abbinamenti con Nasello, Passera, ecc., bolliti o passati sulla brace, appena umettati di olio extra-vergine del luogo. Si accosta bene con piatti semplici di carni bianche a tendenza dolce (petto di pollo, coniglio, ecc.), con minestre, con risi e paste, anche asciutte, delicatamente condite.


 

COLLI PESARESI
 

La denominazione del Sangiovese dei Colli Pesaresi è stata sostituita, nel 1995, da "Colli Pesaresi".
Un vino che ha cambiato nome aggiornandosi e scindendosi in due vini diversi: il "Colli Pesaresi" rosso, erede diretto del "Sangiovese", e il "Colli Pesaresi" bianco, un vino che rimane nel solco di una tradizione antica. 
Ha un'anima infatti nota e conosciuta da tempo, localmente chiamata Albanella, una base che poi prende origine dal Trebbiano Toscano, padre di tanti famosi vini. Nel disciplinare sono previste anche due sottozone che producono altri due vini: il "Colli Pesaresi" Focara Rosso ed il "Colli Pesaresi" Roncaglia Bianco. A questi si aggiunge il "Colli Pesaresi" Novello. II "Colli Pesaresi" rosso viene prodotto nel territorio più settentrionale della regione esclusa la fascia appenninica e il Montefeltro. Si tratta di una zona abbastanza ampia che va da Gabicce, passando per Sassocorvaro, Urbino, Cagli, Pergola e Mondofo.
ll "Colli Pesaresi" bianco comprende invece una zona decisamente meno estesa,  che va da Gabicce ad Urbino {parte), per discendere a Mombaroccio e Pesaro (parte), escluso il fondovalle del fiume Foglia. Territori ricchi di storia, tradizioni e di memorie dal passato legate a vicende di casate famose: dagli Sforza ai Malatesta, ai Della Rovere. 
Per il vino "Colli Pesaresi" rosso il contributo dei singoli vitigni e il seguente: Sangiovese (minimo 85%), gli altri vitigni raccomandati a autorizzati possono concorrere fino ad un massimo del 15%. Per il vino "Colli Pesaresi" bianco possono concorrere: il Trebbiano Toscano, localmente chiamata Albanella, per un minimo dell'85%, gli altri vitigni raccomandati o autorizzati possono concorrere fino ad un massimo del 15%.

 

Caratteristiche

"Colli Pesaresi" Rosso: 
Aspetto: Rosso granato non troppo carico con lievi riflessi tendenti al violaceo. 
Profumo: Delicato, caratteristico.
Gusto: Asciutto, armonico, con fondo leggermente amarognolo.
Grad. Alcolica: Totale minima11,5'C.
Acidità totale: Minima 5 per mille.
Estratto secco: Netto minimo: 18 per mille. 

"Colli Pesaresi" bianco: 
Aspetto: Giallo paglierino. 
Profumo: Gradevole, delicatamente profumato.
Gusto: Asciutto, sapido, armonico. 
Grad. Alcolica: Totale minima 11,5 C. 
Acidità totale: Minima 5 per mille. 
Estratto secco: Netto minimo 16 per mille.


 

CHRYSANTEMUN MORIFOLIUM
 

crisantemoOrigine delle specie selvatiche: Cina, Giappone. Oggi le centinaia di varietà coltivate, sono frutto di incroci di specie selvatiche, il lavoro di selezione e di ibridazione è su questo fiore iniziato diversi secoli fa; prima nei paesi di origine dal 1800 in poi anche in Europa.

Nel nostro Comune la coltivazione è iniziata oltre trent'anni fa e tutt'oggi molti agricoltori locali traggono gran parte del loro reddito dalla vendita  di questo fiore.

crisantemiLa tecnica di coltivazione utilizzata è lunga e laboriosa ma consente di ottenere fiori che durano a lungo dopo la raccolta, una caratteristica di primaria importanza per un fiore reciso.
Tecnica culturale: Si piantano talee radicate a fine aprile in file binate di lunghezza variabile (non superiore ai 50 metri), sulla fila la distanza è di 25 cm, fra le file 50 cm, fra le bine (pali di sostegno in legno) circa 1 mt, sulla bina viene posta una rete metallica con fori di 16 x 16 cm sorretta da pali che serve per far crescere diritti gli steli. Le giovani piantine dopo aver attecchito vengono cimate permettendo la formazione di 4 - 6 germogli che crescendo daranno uno o più fiori in ottobre. Da fine maggio all'inizio di ottobre occorre eliminare manualmente i germogli che man mano si formano (uno ogni foglia), se si tolgono tutti i germogli laterali otterremo un fiore singolo, se lasciamo alcuni germogli vicino l'apice avremo più fiori sullo stesso stelo (varietà spray a margherita dette comunemente 'mazzetteria').

Alcune varietà vengono piantate in vaso, di terracotta o di plastica, e con ripetute cimature si ottiene un portamento basso.Nel nostro Comune si effettua per lo più coltivazione in piena aria, si ottiene così la fioritura naturale a metà ottobre e quindi la commercializzazione per la ricorrenza di 'Fedeli Defunti' (da qui l'appellativo di 'fiore dei morti'); si sta sviluppando anche nel nostro Comune la coltivazione in serra ottenendo così la fioritura durante quasi tutto l'arco dell'anno.
La molteplicità di cultivar dai diversi colori e dalle diverse forme fa del crisantemo uno dei fiori più commercializzati.